Alcuni passeggeri lo notano al momento di scegliere il proprio posto online, altri se ne accorgono una volta a bordo: la numerazione delle file salta a volte dal 12 al 14, e la lettera B non appare nella piantina della cabina. Queste due assenze non seguono la stessa logica, e le compagnie aeree non le applicano tutte.
Posto B assente in aereo: una questione di configurazione della cabina, non di superstizione
L’assenza del posto B sorprende perché lo si associa spontaneamente alla stessa logica della fila 13 mancante. La ragione è però strettamente tecnica.
La numerazione dei posti in un aereo segue una convenzione alfabetica standardizzata. In una fila di sei posti (3-3), le lettere vanno da A a F: A e F lato finestrino, C e D lato corridoio, B e E al centro. Il problema si presenta quando la cabina adotta una configurazione più stretta.
Su un aereo disposto in 2-3 (due posti a sinistra, tre a destra) o in 2-2, il blocco di sinistra ha solo due posti. La lettera A rimane al finestrino, la lettera C rimane al corridoio, e la lettera B scompare perché non c’è un posto centrale. Il tema di la fila 13 e il posto B in aereo illustra bene questa doppia particolarità che molti viaggiatori scoprono al momento della prenotazione.
Questa scelta di mantenere le lettere A, C, D, E, F (e anche oltre) piuttosto che rinumerare A, B, C consente a ogni passeggero di sapere immediatamente se sarà lato finestrino o lato corridoio, indipendentemente dal tipo di aereo. Un posto A è sempre al finestrino, un posto C o D sempre in prossimità del corridoio. La coerenza della numerazione prevale sulla continuità alfabetica.

Fila 13 negli aerei: quali compagnie la eliminano e perché
La soppressione della fila 13 appartiene a un registro completamente diverso. Non si tratta di geometria della cabina ma di percezione dei passeggeri.
La triskaidekafobia, la paura del numero 13, è abbastanza diffusa da indurre molte compagnie aeree a preferire di passare direttamente dalla fila 12 alla fila 14. Questa pratica esiste anche nell’ospitalità, dove alcuni stabilimenti non mostrano camere 13 né piani 13, e nell’immobiliare di diversi paesi.
Le compagnie che applicano questa soppressione non se ne nascondono. Lufthansa, Air France e Ryanair fanno parte di quelle che saltano il numero 13. Altre, come easyJet, mantengono la fila 13 senza che ciò comporti difficoltà operative. La scelta dipende dalla politica commerciale di ciascuna compagnia e dal profilo della sua clientela.
Il caso del numero 17 in Italia e del 4 in Asia
La superstizione attorno al 13 non è universale. In Italia, è il numero 17 a portare sfortuna, poiché in numeri romani XVII può essere riordinato in VIXI, “ho vissuto” in latino, in altre parole “sono morto”. Alcune compagnie italiane quindi eliminano la fila 17 oltre o al posto della fila 13.
In Asia orientale, il numero 4 presenta un problema simile. In mandarino, cantonese, giapponese e coreano, la sua pronuncia è simile alla parola “morte”. Alcune compagnie asiatiche rimuovono la fila 4 dai loro piani di cabina, talvolta in combinazione con la fila 13 per i voli internazionali. La superstizione legata ai numeri è quindi un fenomeno culturale variabile, e le compagnie adattano la loro numerazione ai mercati che servono.
Quando le due assenze si combinano: il caso dell’Airbus A220 di SWISS
La maggior parte degli articoli tratta separatamente la questione del posto B e quella della fila 13. Esistono casi concreti in cui entrambe si sovrappongono sullo stesso aereo.
Su tutta la sua flotta di Airbus A220, SWISS combina le due logiche. La cabina dell’A220 è configurata in 2-3: due posti a sinistra, tre a destra. Risultato, nessun posto B sulla parte sinistra. Parallelamente, la compagnia svizzera elimina la fila 13 dalla sua numerazione, in conformità con la pratica del gruppo Lufthansa di cui fa parte.
Un passeggero che consulta la piantina della cabina di un A220 SWISS nota quindi una doppia assenza che può sembrare strana a prima vista. Una è dettata dalla geometria dell’aereo, l’altra da una scelta commerciale legata alla superstizione. Entrambe si giustificano indipendentemente l’una dall’altra.

Impatto reale sul volo: c’è un posto in meno?
Una domanda torna spesso: eliminare la fila 13 significa avere un posto in meno nell’aereo? La risposta è no.
La soppressione è puramente cosmetica. Il numero di file fisiche rimane identico. L’aereo che mostra file da 1 a 33 saltando il 13 ha esattamente lo stesso numero di posti di un apparecchio numerato da 1 a 32 senza salto. Nessuno spazio viene perso, nessun posto viene rimosso. La numerazione cambia, non la capacità dell’apparecchio.
Per il passeggero, l’unica conseguenza pratica riguarda l’orientamento a bordo. Cercare la fila 13 su un volo Lufthansa non porterà da nessuna parte. I viaggiatori abituali che cambiano frequentemente compagnia o tipo di aereo possono anche sentirsi disorientati dall’assenza del posto B su alcuni voli e dalla sua presenza su altri.
Alcuni punti da ricordare per evitare sorprese al momento della prenotazione:
- Controllare la piantina della cabina prima di scegliere il proprio posto, poiché la configurazione varia da un aereo all’altro, anche all’interno della stessa compagnia.
- La lettera A designa sempre un finestrino e la lettera C o D un corridoio, indipendentemente dalla presenza o meno del B.
- La fila 14 su un aereo senza fila 13 si trova fisicamente nello stesso posto della fila 13 su un aereo che la conserva.
Le assenze della fila 13 e del posto B sono due fenomeni distinti che talvolta coesistono sullo stesso aereo. La prima è un’eredità culturale che le compagnie perpetuano per pragmatismo commerciale. La seconda è una conseguenza diretta del numero di posti per fila. Né l’uno né l’altro modificano il comfort, la sicurezza o la capacità dell’aereo.



